K Servizi SpA
Home Gli immobili in Italia: più proprietari al Sud

Gli immobili in Italia: più proprietari al Sud

Il mattone continua ad essere considerato dagli italiani come un bene di rifugio e un investimento sicuro: oltre il 74% delle famiglie possiede l’abitazione in cui risiede

Ci sono certezze nella vita che sono indissolubili e soprattutto a prova di crisi. E tra questa spicca sicuramente il mattone che continua ad essere considerato dagli italiani come un bene di rifugio e un investimento sicuro. Tanto che tra le oltre 58 milioni di unita’ immobiliari presenti nel BelPaese, oltre il 74% delle famiglie possiede l’abitazione in cui risiede. Ma va anche detto che i padroni di casa sono soprattutto i meridionali.

Questi alcuni dei risultati emersi dalla seconda edizione del volume “Gli immobili in Italia”, uno studio promosso dall’Agenzia del Territorio e dal Dipartimento delle Finanze sulla distribuzione del patrimonio dei proprietari italiani relativi all’anno di imposta 2008.

Numeri alla mano, incrociando i dati delle ultime dichiarazione dei redditi con quelli a disposizione del catasto, e’ emerso che la superficie abitativa nazionale media per abitante risulta pari a 62 mq, mentre gli immobili presenti in Italia sono 57,82 milioni. Inoltre lo studio ha sottolineato che l’87% dei beni immobili e’ di proprieta’ di persone fisiche, mentre il restante 13% appartiene a enti o societa’.

In particolare, per le persone fisiche il quadro degli utilizzi degli immobili di proprieta’ e’ risultato il seguente: il 36% degli immobili sono abitazioni principali ed il 23% sono pertinenze di abitazioni principali; sono circa il 10% gli immobili locati e altrettanto gli immobili a disposizione; il 14,6% sono dichiarati per altri utilizzi. Analizzando, invece, il dato a livello regionale si passa dagli 88 metri quadrati della Valle d’Aosta ai 57 mq della Basilicata. Mentre, con riferimento alle grandi citta’ con piu’ di 250mila abitanti, si registra che la superficie per abitante piu’ elevata si riscontra a Venezia (62 mq), seguita da Catania (61 mq) e Firenze (58 mq).

Superfici che, invece, fanno la differenza dal punto di vista economico. Se, infatti, il valore medio di una casa e’ 182 mila euro, vale a dire 1.597 euro a metro quadro, si tocca comunque il picco in Liguria, con 2.750 euro/mq e il suo minimo in Molise, con 754 euro/mq. Continuando a leggere i dati medi, si evince anche che la media nazionale - con riferimento a tutte le abitazioni di proprieta’ di persone fisiche e non, indica la presenza di circa 7 vani per famiglia, con scarse differenze tra Nord, Centro e Sud. Mentre il numero delle camere che compongono la casa - relativamente alle sole abitazioni principali - si riduce a 4,3, con qualche diversita’ di decimale tra le diverse aree territoriali (4,5 al Centro e 4,1 al Sud).

Risultati dal chiaro significato: gli immobili con superficie e vani molto elevato non vengono utilizzati dalle famiglie come abitazione principale, ma vengono sfruttati per altri contesti.

Un ulteriore indicatore territoriale analizzato nel volume e’ relativo al numero di abitazioni per chilometro quadrato di estensione dell’area territoriale. L’intensita’ d’uso del territorio e’ particolarmente piu’ elevata nel Nord (quasi 127 abitazioni per chilometro quadrato) rispetto alla media italiana (108 abitazioni). Questo dipende ovviamente da diversi fattori: dal diverso sviluppo economico, dalla diversa morfologia del territorio stesso, dalla diversa dimensione demografica.

Infine, uno sguardo agli immobili locati. Sono 9,6 milioni gli alloggi residenziali non destinati ad abitazione principale. Ma di questi, solamente 2,7 milioni e’ concessa in locazione.

Fonte: www.miaeconomia.it

Azioni sul documento